| Vi posto un articolo che ho scritto di getto, poco fa, spero vi piaccia e vi faccia pensare. I veri sciacalli Ebbene, questo è, dopo un po' di silenzio da parte mia, un corsivo, mi ero riproposta di starmene zitta in un angolino, ma ciò che è successo ultimamente ha risvegliato la mia voglia di scrivere di nuovo qualche articolo. So già che molta gente passerà a leggere altro, saltando a pie' pari questo articolo, per cui, non avrò alcuna remora, scriverò quanto sento. Tralasciando il flusso di coscienza qui sopra, passiamo all'articolo in sé e per sé. Non badate alle apparenze, è, sotto sotto, una specie di reportage, ma una particolare forma di questo genere. Non riporterò i fatti che sono accaduti o meno, ma ciò che ha fatto scattare la scintilla e ha svegliato la mia voglia di scrivere. Sono le tre e quaranta di notte, e la terra trema. L'epicentro è l'Aquila. Il capoluogo abruzzese è sconvolto, squarciato dalla scossa terribile, ha scoiato i palazzi, ucciso centinaia di persone, la gente, riversa nelle strade, cercava qualcuno che potesse aiutare quel parente, o che magari tentava ti trarre in salvo sé e la sua famiglia. Duecentonovantacinque decessi, una miriade di decessi, migliaia e migliaia di sfollati. Già, per le strade, quelle dove poco prima le persone annaspavano tra le macerie, e cercavano di salvarsi la pelle, dove i soccorsi repentini della crocerossa cercavano di liberare i feriti da sotto quei cumuli di cemento, corrono i mostri più infimi della terra. Gli sciacalli. Non quelli che materialmente attuano il reato, ma quelli più infimi che spesso non riconosciamo facilmente, quelli che si avvicinano furtivi per scattare una foto del dolore di una persona, o per chidere un'opinione su quanto accaduto. Quale persona, con un minimo di tatto, chiederebbe ad un padre, scampato per miracolo alla morte, al crollo della propria abitazione, se non tu, giornalista? E col microfono in mano e lo sguardo fintamente assorto nel dolore altrui chiedi con la voce troppo squillante: "Cosa sente? La sua famiglia è ancora sotto le macerie? Che prova?!", e quel padre, quello con le mani ferite e il volto contratto dal dolore di quella perdita così enorme, così gravosa, non ha nemmeno la forza di risponderti, di mandarti a quel paese, perché in fondo tu, giornalista di quel TG maledetto, o meglio maledetto pezzo di idiota, dovresti proprio andarci a quel paese. Non mi sento nemmeno di dire che i politici strumentalizzino davvero così tanto le disgrazie per farsi pubblicità, anche se in fondo è vero, ma è normale che lo facciano, l'han sempre fatto, quindi ora che dovrei dire? Non sono questi gli sciacalli, non i politici, nemmeno quelli che vanno a rubare nelle case. Sono quei giornalisti che giocherellano col dolore altrui, titillando la mente di chi guarda o legge da lontano con occhio altamente influenzabile, guadagnano alle spalle di quei padri, di quelle madri, di quei parenti o di quei lavoratori che non hanno più nulla, nulla per cui lottare, nulla per cui vivere, loro non soffrono, non piangono, anzi, chiedono a quella povera gente col cuore frantumato in petto se possono perdonare. Dico io PERDONARE! Sì, avete letto bene, perdonare! Ma chi devi perdonare?! Il governo? La faglia? Chi devi perdonare, eh? Credo che qualunque persona, con un minimo di lucidità mentale, - purtroppo in questi momenti di dolore non si può essere poi così lucidi - imbraccerebbe un fucile e cominciasse a ponderare l'idea di fare una strage di quella gente così poco delicata. Mh, che dire poi di quei servizi con le musichette strappalacrime, eh? Esempio semplice, avete presente Italia Uno? Bene, a un orario totalmente inutile, cioè all’incirca alle sei e trenta c’è quello che qualcuno continua a chiamare telegiornale, cioè Studio Aperto. Ora che nella vostra mente si visualizza la sigla di questo programma, perché io TG non lo chiamerò mai, ecco, presto si paleserà un citofono, non chiedetemi perché ma sempre quando, commemorano qualcuno, c’è un citofono, e parte una musichetta strappalacrime, solitamente presa da un qualche album allegro - si fa per dire - degli Evanescence, sempre ed elencano, sempre, sempre, sempre, ciò che piaceva alla povera vittima, che, diciamocelo, vorrebbe riposare in pace! Oppure, se proprio ti va bene, e sei fortunato, c’è il solito inviato di poco sopra che, assieme ad un cameraman, bussano alla porta di una casa, dove vive qualche parente, che ragionevolmente non vuole aprire la porta e loro che fanno? Che domande! Bussano finché quello non apre, guarda male chi gli sta per fare la domanda e poi - ripeto, ragionevolmente - l’inviato ha anche la compiacenza di dire una formulata che oramai sappiamo tutti a memoria “Il dolore della famiglia…”. E lo credo, demente di un inviato! La gente dovrebbe chiedersi prima che farebbe in queste situazioni prima di fare domande simili, no? Vi porto un altro esempio, - ce ne sarebbero così tanti, ma questo è esplicativo del tatto della gente - su uno dei principali TG, no, uno di quelli seri, non Studio Aperto, ma il TG Uno, che oramai è allo stesso livello del telegiornale di Italia Uno, proprio poco dopo un servizio sui funerali delle vittime del terremoto, chiede la linea un’inviata speciale dall’America e, -udite udite!- la famiglia Obama ha un cane! Esaltante, no? E quindi mi chiedo, se i nostri media stanno lì a bighellonare, a giocare col dolore della gente, e poi dopo un po’ il servizio scema in un altro ancor peggiore, sui brufoli di quest’attore e i disturbi alimentari dell’altro, o peggio ancora sul cane della famiglia Obama, beh, dove andrà a finire il vero giornalismo? Quello che va sì a scavare nel dolore della gente, ma che non fa domande inutili oppure dalle risposte ovvie, quello che va a spiegare cosa è successo realmente e non indaga sul lifting della moglie del regista di tale film, ci sarà mai ancora un qualcosa di simile? A questa domanda non riesco e non posso dare una risposta, mi auguro solo che la situazione non degeneri e anche l’ultimo telegiornale VERO, rimasto, cioè il TG Tre, non diventi una copia verdina, di qualche altro tele-gossip-giornale. Badate bene a ciò che vedete in TV, ora, perché questi telegiornali causano una disinformazione enorme, forse è meglio non guardarli proprio, o forse è meglio fare una buona cernita. Attenti quindi, ora tornate a leggere ciò che volete e non badate più alle mie parole. Tags: Articoli set made by roxina *O*
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sì, sono leggermente assente ultimamente, vi lascio in buone mani comunque...
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